I NUMERI NON MENTONO. LA GENTE, SPESSO SÌ.L'immagine ke circola in rete pone una domanda semplice, quasi disarmante nella sua brutalità: ki maltratta gli animali dovrebbe finire sui giornali con nome e foto?Prima di rispondere, fermati un secondo. Metti giù l'emotività da tastiera e guarda i numeri. Quelli veri, nn quelli ke fanno comodo.Nel 2024, ogni singolo giorno, le Procure italiane hanno aperto circa 22 fascicoli x reati a danno di animali. Quattordici indagati al giorno, tutti i giorni, trecentosessantacinque giorni l'anno. Stiamo parlando di una carneficina silenziosa, quotidiana, ke nn fa notizia xké nn è abbastanza "scenografica" x i telegiornali delle 20. E il maltrattamento nn è in calo. Rispetto al 2023 registra un aumento dell'11,13%, con 1.506 indagati. 11% in più. Come se ogni anno alzassimo leggermente l'asticella della nostra capacità di fare del male a ki nn può risponderci. Gli animali maltrattati in Italia sotto tutela nel 2024 sono stati oltre 274.000, tra soccorsi e accuditi: un aumento del 55% rispetto all'anno precedente. 274.000. Hai letto bene. Nn stiamo parlando di qualke caso isolato ke finisce sui social x raccogliere like indignati. Stiamo parlando di un sistema.
Allora torno alla domanda dell'immagine: è giusto pubblicare nome e foto di ki maltratta?Rispondo con un'altra domanda: lo facciamo già x altri reati?Il pedofilo condannato finisce sui giornali. Il rapinatore condannato finisce sui giornali. Il truffatore d'azienda condannato finisce sui giornali. Ma l'uomo ke ha tenuto un cane incatenato x dieci anni, senza acqua e al sole di luglio — lui no. Lui resta nell'ombra. Lui riceve una multa ke a volte nn paga nemmeno.La Legge Brambilla, entrata in vigore l'estate scorsa, ha cambiato qualcosa: uccisione di animali fino a 4 anni di reclusione, maltrattamento fino a 2 anni con multa fino a 30.000 euro, divieto assoluto della catena in tutta Italia. È un passo. Nn è abbastanza, ma è un passo. E c'è di più. Con la nuova legge la sentenza sarà resa pubblica, con la conseguente pubblicazione dei nomi dei condannati. Quindi la risposta alla domanda posta dall'immagine è: sì, e lo prevede già la legge. Almeno x i condannati in via definitiva.
Ma qui sta il punto ke nessuno vuole affrontare davvero.Ki maltratta un animale nn è sempre il mostro cinematografico col coltello in mano. Spesso è il vicino di casa ke lascia il cane sul balcone tutto l'inverno. È il contadino ke considera le proprie galline "roba sua" da fare a pezzi quando vuole. È il ragazzino ke cresce in un contesto dove l'animale vale quanto un oggetto rotto da buttare.Dal 2005 al 2024 sono stati avviati complessivamente circa 112.000 procedimenti x uccisioni, maltrattamenti, combattimenti illegali e spettacoli cruenti. I delitti contro gli animali compaiono nei registri giudiziari fino a 380 volte meno rispetto ai delitti contro il patrimonio. Trecentottanta volte meno. Questo è il peso ke diamo alla vita di un essere ke nn parla, nn vota, nn paga le tasse.
Pubblicare nomi e foto? Sì. Ma nn basta. Le norme penali, da sole, nn bastano. Servono controlli, strutture adeguate, risorse x i servizi veterinari, collaborazione con i territori. La vergogna pubblica è uno strumento. Ma uno strumento nn costruisce una coscienza civile. E senza quella, tra dieci anni staremo ancora qui a condividere immagini su giornali finti generati dall'AI, chiedendoci se è giusto fare quello ke già la legge ci consente di fare.La risposta vera nn sta sui giornali. Sta in ke tipo di esseri umani decidiamo di essere ogni mattina, prima ancora di accendere il telefono.
© Mirco@77
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