Paolo è morto. Non per un destino crudele calato dall’alto, ma xché x mesi si è sentito inchiodato, umiliato, schiacciato da ricatti e parole ke ti entrano nella testa peggio di un coltello. Quando una donna ti scrive “dirò a tua figlia ke sei morto, ti cancello dalla sua vita”, non è una litigata. È un’esecuzione lenta.
Si può discutere quanto vogliamo sui tecnicismi legali, sul nesso di causalità, sulle aggravanti escluse e quelle riconosciute. Ma ki nn ha mai ricevuto messaggi simili, ki nn ha mai vissuto quel terrore ke ti monta dentro quando capisci ke qualcuno sta usando tua figlia come arma, farebbe meglio a tacere. Perché da fuori è sempre facile dire “poteva resistere”, “poteva reagire”. Sì, certo. Peccato ke quando ti tolgono l’aria nn ti chiedono il permesso.
Io ho visto fino a dove arriva la crudeltà di chi nn ha più limiti, e posso soltanto immaginare cosa abbia provato Paolo nelle ultime notti. Quell’angoscia ke nn ti lascia respirare, quella sensazione ke nn hai via d’uscita, ke qualsiasi cosa fai sei fregato. E lo capisce solo ki ci è passato davvero, ki ha dovuto difendersi da minacce, accuse infami, giochi psicologici ke ti portano sull’orlo.
La sentenza dice maltrattamenti aggravati. Nn dice ke lui è morto “a causa” di quelle torture quotidiane. Ok, giuridicamente pulito. Ma ogni padre ke ha rischiato di essere cancellato dalla vita dei suoi figli sa ke il confine tra sopravvivere e scappare nel buio è sottile come un capello.
Di Paolo nn resta un titolo di giornale, resta un dolore ke chi nn ha vissuto nn può capire. Resta lo schiaffo morale sul fatto ke la violenza psicologica contro un uomo, se passa attraverso i figli, è devastante quanto una lama nello stomaco. E mi si stringe il petto perché ho sentito anch’io quell’alito di paura, quel silenzio in cui ti chiedi “quanto posso ancora reggere?”.
Paolo, ovunque tu sia, questa battaglia dei padri nn è solo la tua, nn è solo la mia. È una guerra di dignità e memoria. Si combatte x i vivi, e si combatte anche x te.
©Mirco@77
Aggiungi commento
Commenti