QUANDO LA TERRA FRANA AL SUD È COLPA NOSTRA QUANDO L’ACQUA AFFOGA IL NORD È SFORTUNA

Pubblicato il 1 febbraio 2026 alle ore 10:00

Una vecchietta che piange e urla “nn c’ho più niente”. Nn stava chiedendo compassione. Stava certificando un fallimento. Totale. Dello Stato, della politica, di anni buttati.

Poi leggo i commenti. Italiani, sedicenti civili, molti dal nord, che scrivono: “abusivi”, “ve la siete cercata”, “al sud è sempre così”. Gente che parla come se l’acqua quando rompe gli argini avesse il GPS etico. Come se il fango chiedesse il CAP prima di entrare in casa. Gli stessi che piangono quando il Po esonda, quando il Veneto affoga, quando la Liguria frana. Ma lì è sfortuna. Qui è colpa. Schifo puro.

La frana di Niscemi nn nasce ieri. È territorio fragile, studiato, segnalato. Lo sapevano tutti: tecnici, uffici, amministrazioni. E allora la domanda è semplice e fa male: xké nn si è fatto un c****?

Xké prevenire costa. Xké mettere in sicurezza nn porta like, nn inaugura nastri, nn fa titoli. Molto meglio aspettare il disastro, farsi vedere col giubbotto della Protezione Civile e promettere fondi che arriveranno domani. Forse.

Sì, può esserci stato errore di chi ha costruito o abitato. Ma fermiamoci un attimo: quando uno Stato sa e tace, quando autorizza, chiude un occhio, rinvia, allora l’errore nn è più solo privato. Diventa sistema. Diventa colpa pubblica.

Quella signora nn ha perso solo la casa. Ha perso la fiducia. E voi che la insultate dai commenti siete complici della stessa miseria: morale.

Siete bravi a puntare il dito verso sud, ma muti quando il cemento selvaggio è sotto casa vostra. Coerenza zero.

Da siciliano lo dico chiaro, senza bandiere: questa terra nn è vittima, è ostaggio. Ostaggio di istituzioni assenti e di un Paese che giudica senza sapere.

La vera frana nn è solo nel terreno. È nella coscienza collettiva.

E finché continueremo a chiamare “fatalità” ciò che è incuria, finché useremo i morti e gli sfollati x fare guerra geografica, la prossima vecchietta che dirà “nn c’ho più niente” potrebbe essere vostra madre. O voi.

Pensateci. Prima di scrivere. Prima di sputare sentenze. Prima che tocchi a casa vostra.

©Mirco@77

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