“Al Sud è vietato correre”.
E già qui qualcuno storce il naso.
Xké confonde la lentezza con l’inerzia. Errore grosso.
Io sono siciliano.
E questa terra la amo senza raccontarmela, senza addolcirla quando fa male.
La Sicilia è fragile. Ma fragile sul serio.
È stata spremuta, scavata, venduta a pezzi.
Terra buona usata come tappeto, mare trattato come pattumiera, gente tenuta buona con due promesse e una pacca sulla spalla.
E mentre qualcuno incassa, qui si resta a contare i danni.
Noi però campiamo lo stesso.
Con quella leggerezza tutta nostra che chiamano scialanza.
A volte è una benedizione: ti salva la testa, ti tiene umano.
A volte è una fottuta trappola: “vabbè, poi si vede”, “che ci vuoi fare”.
Io questa cosa la amo… ma nn sempre la giustifico.
Ci fermiamo x strada a parlare pure se blocchiamo il traffico.
Offriamo il caffè pure se siamo in rosso.
Ridiamo quando piove xké “scampa”.
E sì, siamo avanti affettivamente, interiormente.
Ma nn basta dirlo x sentirsi assolti.
Essere lenti nn significa essere scemi.
Essere accoglienti nn vuol dire farsi usare.
E invece troppe volte questa terra è stata trattata come una che tanto perdona sempre.
Io resto qui.
Critico, rompo, mi incazzo.
Ma resto innamorato delle mie origini.
Xké questa è casa mia, con tutti i difetti, le cicatrici e la bellezza ke nn chiede permesso.
Terone, sì.
Ma nn quello comodo da prendere in giro.
©Mirco@77
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