“Pane a 4€, benzina a 2… e l’ombra della guerra alle porte. Ma tranquilli: il problema è Gravina.”
C’è una cosa ke fa quasi ridere… se nn fosse tragica.
Siamo dentro uno dei momenti più pesanti degli ultimi anni:
mutui ke salgono senza bussare,
benzina ke sembra oro liquido,
carrello della spesa ke ogni settimana ti guarda e ti dice: “oggi lasci qualcosa, amico mio”.
E sopra tutto questo?
L’ombra della guerra ke torna a farsi sentire sull’Europa.
Nn nei libri di storia… ma qui, adesso.
Con tensioni, armi, equilibri fragili ke possono saltare da un momento all’altro.
E noi?
Noi italiani… cosa facciamo?
Chiediamo le dimissioni di Gravina.
E nn solo: c’è pure chi è pronto a scendere in piazza.
Ma davvero?
Cioè… sul serio?
Abbiamo il fiato corto economicamente,
un continente ke scricchiola sotto tensioni pericolose…
e noi ci scaldiamo x il calcio.
Stiamo diventando un paese ke si incazza più x un fuorigioco dubbio ke x una bolletta raddoppiata.
Un paese ke ignora i segnali grossi… e si aggrappa a quelli piccoli.
Perché lì è semplice.
Lì possiamo urlare, insultare, fare i duri… senza rischiare niente.
Nn devi capire economia, nn devi studiare scenari internazionali, nn devi esporti davvero.
Basta dire “via Gravina” e ti senti pure impegnato.
È comodo. Troppo comodo.
Intanto però:
– i salari restano fermi
– il costo della vita corre
– le famiglie stringono sempre di più
– e intorno… il mondo si arma e si irrigidisce
Ma su questo… silenzio.
O qualche commento veloce tra una storia Instagram e una partita.
La verità, detta senza girarci intorno, è una:
stiamo scegliendo battaglie piccole x nn guardare quelle grandi.
Perché quelle grandi fanno paura sul serio.
Richiedono testa, lucidità, responsabilità.
E nn ti danno la soddisfazione immediata di uno slogan urlato.
Allora meglio il calcio.
Meglio lo sfogo facile.
Meglio fare la guerra a Gravina piuttosto ke capire ke la vera partita si gioca altrove.
E no, nn è una difesa del calcio italiano.
Fa acqua, eccome se fa acqua.
Ma se pensi ke oggi quello sia il problema principale…
allora il problema sei anche tu.
Perché mentre urli allo stadio (o sui social),
c’è qualcuno ke decide davvero… e ringrazia il cielo ke tu stia guardando da un’altra parte.
E sai qual è la cosa più amara?
Che se la situazione peggiora davvero…
nn sarà Gravina a pagarne il prezzo.
Saremo noi. Sempre noi.
E lì nn basterà un coro.
Lì servirà svegliarsi… e forse sarà già tardi.
©Mirco@77
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