L’altro giorno se n’è andato Umberto Bossi...

Pubblicato il 23 marzo 2026 alle ore 12:39

L’altro giorno se n’è andato Umberto Bossi.

E puntuale come la pioggia a novembre parte il teatrino: facce serie, parole grosse, memoria corta.

“Statista”, “visionario”, “padre di qualcosa”… sempre le stesse frasi, cambiano solo i nomi.

Io no.

Il rispetto per la morte c’è. Sempre.

Perché quando finisce una vita, finisce tutto. E su questo nn si scherza.

Un pensiero alla famiglia? Sì, senza sceneggiate. È umano.

Ma la santificazione automatica… no. Quella proprio nn mi appartiene.

Perché qua succede una cosa strana, sempre uguale: muori → reset → versione ripulita.

Come se bastasse una bara x cancellare anni di parole, scelte, schifezze e pure qualche “eh ma era il personaggio”.

No.

Il punto nn è “cosa ha fatto”.

Il punto è come lo ha fatto.

Bossi nn era uno neutro.

Era uno che spaccava, divideva, provocava.

E lo faceva sapendo benissimo dove colpire.

Frasi contro il tricolore, insulti, sceneggiate da palco…

Attacchi ai meridionali, agli immigrati, a chi nn rientrava nel suo schema.

Toni che oggi molti fanno finta di nn ricordare, ma che per anni hanno fatto presa. Eccome se hanno fatto presa.

E poi la parte che tanti ora evitano come il fango: soldi, gestione, famiglia, il partito trattato come fosse casa propria.

Quella roba lì nn sparisce xké oggi si abbassa la voce.

Questo è il punto.

Il curriculum resta, anche se dà fastidio.

Io nn lo apprezzavo da vivo.

E nn faccio finta di niente adesso. Sarebbe comodo… ma sarebbe anche da ipocriti.

E io posso sbagliare, posso esagerare… ma l’ipocrisia nn me la porto dietro.

Rispetto la morte.

Ma nn riscrivo la storia x fare bella figura.

Perché il vero schifo nn è parlare adesso.

Il vero schifo è cancellare tutto x convenienza, x paura di sembrare “fuori posto”.

Fuori posto rispetto a cosa? Alla memoria selettiva?

Quindi sì:

riposi in pace.

Ma la verità resta qui, viva, scomoda, pure un po’ fastidiosa.

E se dà fastidio… forse è xké è vera.

E io preferisco essere scomodo che finto. Sempre.

©Mirco@77

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