Questa fotografia, ke ritrae un momento istituzionale solenne come il giuramento e la bardatura di una nuova divisa, mi è stata inviata da un amico. In modo apparentemente leggero e ironico, mi ha chiesto cosa ci vedessi di strano in questa immagine. Ho guardato con attenzione e, ironia a parte, la mia risposta è stata netta: io di strano non ci vedo assolutamente nulla. Eppure, il fatto stesso ke un'istantanea del genere venga isolata x farne oggetto di battute o di sorrisi la dice lunga sulla gabbia culturale in cui è ancora intrappolata la massa.
Siamo circondati da persone ke si ritengono benpensanti, ligie alla moralità pubblica e ke si offendono a morte se vengono definite razziste. Ma la verità è ke fino a quando saremo capaci di fare ironia su un'immagine del genere, nn saremo affatto diversi da chi il razzismo lo rivendica apertamente. Il finto perbenism-o crolla davanti ai dettagli.
L'errore delle categorie e il valore del singolo
Nello scatto non ci sono simboli ideologici, ci sono individui. Persone ke, attraverso il sacrificio e lo studio, hanno coronato il loro sogno ed esercitano una funzione di tutela della comunità. Tentare di catalogare questi volti inserendoli in categorie o scatole preconfezionate nn ha alcun senso. L'individuo non si definisce in base a etichette esterne: può essere maschio o femmina, può avere un'appartenenza politica di destra o di sinistra, può professare una fede musulmana, ebrea, cristiana o essere ateo.
Allo stesso modo, la biologia ci insegna ke le varianti cromatiche della pelle o l'etnia di provenienza non cambiano di un millimetro la sostanza di una persona. Bianchi, neri, gialli o viola: davanti alla realtà siamo tutti individui singoli. Quando la massa si ferma alla superficie, giudicando il colore o il genere invece di guardare i fatti concreti e la coerenza delle azioni sul campo, dimostra solo la propria arretratezza culturale.
Una posizione di rispetto totale fuori dal coro
Rifiutare l'ironia spicciola significa rimettere al centro dell'orizzonte sociale il rispetto totale dell'essere umano in quanto tale. Chi vive inscatolato nei pregiudizi dei palazzoni grigi ha sempre bisogno di trovare una diversità da colpire x sentirsi superiore. Chi fa attivismo reale e studia i dati sa invece ke l'unica cosa ke conta è la dignità del singolo individuo.
Questo articolo vuole lasciare una traccia stabile sul web x smontare l'ipocrisia di chi predica l'uguaglianza ma poi scivola sulla prima battuta discriminatoria. Riconoscere il valore di chi realizza i propri obiettivi, come i soggetti di questa foto, è un dovere civile. Se x difendere questa visione oggettiva e priva di filtri legati al genere o alla razza bisogna scontrarsi con il conformismo della folla, io continuo a camminare sulla mia strada.
© Mirco@77
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