Il gatto è uno degli animali più fraintesi ke ci siano. Tutti lo vogliono, pochi lo capiscono. Lo trattiamo come un pupazzo, un figlio, un soprammobile vivente — dipende dal giorno. Eppure, il gatto esiste da millenni, molto prima ke arrivassimo noi con crocchette e divani.
Nasce in Medio Oriente, ai tempi in cui i campi di grano attiravano topi e serpenti. Gli uomini si accorsero ke quel felino silenzioso era utile, e nacque la convivenza. In Egitto divenne sacro, simbolo di protezione. I Romani lo portarono in Europa, anche in Italia, sulle navi cariche di granaglie. Poi nel Medioevo lo demonizzarono — bruciato vivo insieme alle streghe, considerato demone. Quando sparirono i gatti, arrivò la peste. Ironia della storia.
Da allora il gatto si è adattato a tutto: strade, campagne, appartamenti. Ma oggi la sua libertà è un’illusione. Quelli ke diciamo “gatti liberi” in realtà vivono tra auto, bocconi avvelenati e malattie. Il gatto moderno nasce in cattività, e la “vita libera” è solo una condanna lenta. Lasciarlo vagare x romanticismo è irresponsabile.
ALIMENTAZIONE: IL PRIMO ATTO D’AMORE
Il gatto è un carnivoro obbligato, significa ke deve mangiare carne vera, nn cereali e scarti pressati. Serve taurina, proteine, grassi animali e acqua. E l’acqua è il punto debole. Per istinto beve poco, xké in natura ricavava i liquidi dalle prede. Ma in casa le prede nn ci sono. Quindi se gli dai solo crocchette, gli secchi i reni. Letteralmente.
Una buona alimentazione è metà della salute. Meglio poco ma buono: umido di qualità, crocchette solo se necessarie, acqua sempre fresca e magari una fontanella. Chi risparmia sul cibo, poi paga in veterinario. E caro.
VETERINARIO E PREVENZIONE
Il gatto è un attore. Maschera il dolore fino all’ultimo. Quando lo vedi stare male, il danno è già fatto. Ecco perché servono controlli regolari: analisi del sangue, vaccinazioni, antiparassitari, igiene orale. Nn è roba da fissati, è rispetto. Un gatto seguito può vivere 18, anche 20 anni. Ma serve costanza.
Molti pensano “sta bene, tanto mangia”. No. Mangiare nn è sinonimo di salute. Il gatto può avere insufficienza renale, fegato intossicato, infezioni croniche — e tu nn vedi nulla finché è tardi. Quindi, meno selfie e più visite veterinarie.
STERILIZZARE È UN DOVERE
C’è ancora ki dice “poverino, nn lo voglio castrare”. Poverino chi? Il gatto o le centinaia di randagi ke nasceranno dopo di lui? Un gatto intero lasciato libero è un disastro ecologico. Si riproduce senza controllo, diffonde malattie e stermina la piccola fauna selvatica.
La sterilizzazione nn è crudeltà. È equilibrio. Se nn si fa allevamento serio, è un dovere morale. Nn si gioca con la vita. Ogni cucciolata “inaspettata” significa altri gatti abbandonati, e magari soppressi nei rifugi.
LA MALATTIA DI CHI “AMA TROPPO”
Poi c’è una forma d’amore malato: l’accumulo di gatti. Si chiama hoarding disorder. È una malattia vera, studiata in campo medico, specialmente in America e nel Nord Europa. Gente ke riempie casa di animali convinta di salvarli, e invece li condanna a vivere nella sporcizia, nei parassiti, nella fame.
Il problema nn è l’amore, è la perdita di controllo. Chi accumula gatti spesso rifiuta l’aiuto, si chiude, giustifica tutto. Ma dietro c’è sofferenza, solitudine e incapacità di dire “basta”.
IL GATTO E L’AMBIENTE
Nessuno ne parla, ma il gatto ha un impatto ambientale. Un singolo gatto lasciato libero può uccidere fino a 200 animali selvatici l’anno: uccellini, lucertole, topi selvatici, piccoli rettili. È un predatore perfetto, e in un ecosistema fragile come il nostro è un problema serio. Difendere la biodiversità significa anche tenere il proprio gatto sotto controllo.
Il rispetto x l’ambiente parte da casa. Nn puoi dire di amare la natura e poi lasciar scorrazzare il tuo gatto tra i nidi.
CONCLUSIONI
Il gatto è un animale meraviglioso, ma richiede testa, nn solo cuore.
Bisogna conoscerlo, rispettarlo, capirlo. Tenerlo in casa, dargli cibo giusto, cure, affetto vero e limiti chiari. Nn serve “umanizzarlo”, serve responsabilizzarsi.
Chi sceglie un gatto si prende un impegno.
E chi ama davvero gli animali, prima di tutto li protegge — anche da sé stesso.
👁️ © Mirco@77
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