Guarda l’immagine. Guardala bene, nn far finta. Lei dice “Ho picchiato tutti i miei fidanzati” e scatta la risatina. Il pubblico capisce subito: “Eh ma dai, è ironia, è empowerment, è donna forte.” Bravo. Applausi. Trofeo di cartone alla coerenza.
Lui dice la stessa cosa e il mondo si strappa le vesti. “Mostro! Maschilista! Violento! A fuoco, subito!”
E tu lì, spettatore modello, a cambiare espressione come un semaforo programmato. Verde per una, rosso per l’altro. Ti senti pure virtuoso, ti pare d'essere parte della rivoluzione mentre sei solo parte del gregge. Complimenti. La libertà di pensiero forse la lasci all’ingresso insieme alla dignità.
Ke poi, diciamolo: questo meme è un pugno nello stomaco xké racconta il tabù ke nessuno vuole toccare. Non quello della violenza, ke già fa comodo sbatterla sui manifesti. No, quello dell’ipocrisia intoccabile, quella elegante, quella “inclusiva a intermittenza”. Il vizio di giocare ai paladini a giorni alterni, a seconda della pelle, del genere, del vento.
La frase è identica, ma ti cambia il giudizio in faccia.
Nn è giustizia, è teatro morale.
Nn è empatia, è condizionamento.
Nn è civiltà, è sceneggiata.
E lo so cosa pensi: “Eh ma le donne subiscono di più, quindi si può scherzare quando lo dice lei.”
Amico mio, senti qua: se una cosa è sbagliata, è sbagliata sempre. Se fa male, fa male sempre. Se è violenza, è violenza sempre.
Il dolore nn ha genere. L’umiliazione nn ha genere. Le botte nn cambiano sapore a seconda di ki le tira.
E tu ke ridi di una frase orrenda solo xké la pronuncia una donna, nn stai difendendo nessuna donna.
Stai svuotando il dolore delle donne vere, quelle ke soffrono davvero, ogni santo giorno.
Stai facendo folklore sulla pelle di chi piange. Bravo. Il campione dell’antiviolenza da salotto.
Io nn difendo i violenti, li disintegro.
Sia lui, sia lei, sia chiunque alzi le mani.
Nn ho maglie di squadra, ho schiena dritta.
E in questo mondo dove tutti vogliono la giustizia ma nessuno vuole la verità, questo meme è uno specchio sporco ke qualcuno avrebbe paura anche solo di guardare. Xké dice:
“Sei manipolabile.”
“Ridi quando dovresti ragionare.”
“Odii quando ti dicono di odiare.”
“Ti credi libero ma sei telecomandato.”
Ti fa male? Bene. Significa ke c’è qualcosa ancora vivo dentro.
Poi possiamo pure continuare a parlare di femminicidio, maschilicidio, statistiche, politiche… tutto giusto. Ma senza onestà mentale è solo rumore, una sagra della retorica. La dignità nn è a tempo. La morale nn è a colori. La violenza nn è una gag quando ti conviene. Se laltri sanguno tu nn applaudi, te lo ricordi o no?
Però dai, continuiamo pure a ridere nei punti sbagliati e a scandalizzarci nei punti giusti, come bravi soldatini del consenso. Basta ke nn vi lamentate poi se la società si sta sbriciolando mentre voi state a battere le mani alla scena sbagliata.
La giustizia nn è una moda.
La coscienza nn è a gettone.
La libertà è pensare anche quando non conviene.
Tutto il resto è rumore di pollaio.
👁️ © Mirco@77
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