L’ITALIA È ARMATA MA SENZA CONTROLLO: ECCO PERCHÉ LA CACCIA COSÌ È UN PERICOLO PER TUTTI

Pubblicato il 10 novembre 2025 alle ore 12:11

La storia del cacciatore sbronzo ke sviene vicino all’auto e “dice addio” ai suoi sette fucili fa ridere? No. Fa paura.

E pure tanta.

E no, qui nn parliamo del solito ubriaco ke esagera con lo spritz.
Qui parliamo di uno armato, con sette fucili in casa. Sette.
E ke si muove così: barcollante, incosciente, fuori controllo.
E tutti muti. Nessuno vede, nessuno segnala, nessuno interviene prima.

E allora diciamola como è:
in Italia il sistema caccia fa acqua da tutte le parti.
Quest’anno tra caccia illegale agli ibis eremita (uccelli super protetti), tesserini ritirati, richiami vivi illegali, gente ke usa uccellini come strumenti…
questa storia è solo l’ennesimo tassello.
Una nota stonata ke evince — forte — ke qualcosa nn funziona.
E nn da ieri.

Siamo un Paese dove chi vuole un’arma la prende, la tiene, ci va in giro, la usa, spesso senza controlli veri, con circoli venatori ke chiudono un occhio, e con regole vecchie di trent’anni.
Il mondo cambia, la fauna cambia, la popolazione aumenta, i boschi sono frequentati da famiglie, corridori, escursionisti.
Ma il regolamento?
Fermo. Immobile. Fossile.
E i controlli?
Peggio: scarsi e a singhiozzo.

Ogni volta ke uno di questi prende il fucile e va in campagna, il problema è collettivo.
Il rischio è x chi passeggia, x ki lavora nei campi, x chi accompagna i figli a fare trekking, x la fauna ke già sopravvive a malapena.
La natura è diventata un poligono.
E noi dovremmo pure fare finta di niente?

La frase ke gira sempre è “la caccia tutela la natura”.
Sì, vabbé. Se questo è tutelare, allora anche il cemento protegge le spiagge.
E basta un episodio come questo — uno ke sviene come un sacco di patate vicino alla sua auto armato — x ricordarci ke la situazione è pericolosa, instabile, assurda.
Uno così nel bosco è un bersaglio vagante.
O peggio: un pericolo ambulante.

E il nodo è proprio questo:
la caccia in Italia necessita di un regolamento più rigido, moderno, severo, con controlli veri e responsabilità chiare.
La licenza nn deve essere un lasciapassare eterno.
L’arma nn può essere un giocattolo.
La natura nn può essere un campo libero x chi pensa ke le regole siano opzionali.

Finché episodi così vengono presi alla leggera, finché le cronache servono solo a fare “colore”, finché la parola “cacciatore” protegge chi sbaglia più delle leggi, la situazione peggiora.
E chi ci rimette? Sempre gli stessi: natura, fauna, e cittadini ke vorrebbero solo vivere tranquilli.

Io lo dico chiaro: questa roba è pericolosa.
E nn da oggi. Da anni.
Serve un giro di vite serio.
X il bene di tutti.

👁️ © Mirco@77

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.