QUANDO L’UOMO INSEGUE E LA BESTIA È SOLO NEL SUO CUORE

Pubblicato il 11 novembre 2025 alle ore 18:51

In Molise succede l’ennesima scena ke nn dovrebbe esistere: un uomo insegue con l’auto un’orsa e il suo cucciolo. Non per salvarli, non per aiutarli. Per “riprenderli”. Per il gusto di avere il video pronto da buttare online come se fosse una barzelletta.

La mamma orsa corre. Ma nn è una corsa normale. È quella corsa ke conosci quando hai qualcuno da proteggere. Il cucciolo inciampa, si volta, si spaventa. Lei lo spinge avanti. Lo guida. Gli dice “vai”, ma senza parole. Il cuore le pulsa sotto il pelo come un tamburo impazzito. L’odore dell’ansia le sale dalle zampe. L’aria taglia il respiro.

Dietro c’è un motore, un bipede ke ride. Davanti c’è il bosco e la salvezza. In mezzo c’è la paura. Quella vera.

Una madre selvatica sente tutto amplificato. Sa ke basta un attimo x perdere il piccolo. Lo sente come una vibrazione nello stomaco. È il suo istinto, il suo codice. Quando si gira e affronta la macchina, nn è aggressione: è disperazione. È dire “fermati, ti prego”.

E qui entra la legge. Perché nn è folklore, nn è “scena da social”. È maltrattamento. Punto. La legge lo dice chiaro: chi provoca sofferenza a un animale, chi lo stressa, chi lo mette in pericolo, paga. E paga anche di più se poi ha pure la brillante idea di diffondere il video x fare like.

La mamma orsa ha fatto quello ke qualsiasi madre farebbe: ha difeso il suo piccolo.L’uomo ha fatto quello ke nessuno dovrebbe fare: trasformare la paura in spettacolo.

E allora, oltre alle multe e alle indagini, la domanda resta:ma quando abbiamo smesso di vergognarci?

©Mirco@77

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