Gordo nn è una leggenda.
Gordo nn è un eroe.
Gordo è il fallimento della scienza quando decide di nn guardarsi allo specchio.
13 dicembre 1958, Cape Canaveral.
È mattina presto. Tecnici, divise pulite, procedure perfette. E una scimmia scoiattolo presa, immobilizzata, infilata in una capsula grande quanto una bara verticale. La seconda foto è famosa xké è insopportabile. Un corpo incastrato, costretto, ridotto a strumento. Nessuna metafora: è prigionia.
La prima foto è peggio.
Uno scienziato che lo maneggia con calma, quasi con cura. Lo sguardo sicuro di chi è convinto di stare facendo la cosa giusta. È lì che la faccenda diventa tossica: la violenza che si sente legittima.
Gordo viene scelto xké “adatto”.
Adatto ai cambi di temperatura.
Adatto a essere maneggiato.
Adatto a nn opporre resistenza.
Tradotto: adatto a subire.
Gli mettono una tuta spaziale, gli attaccano sensori, lo chiudono. Tutto scientifico, tutto ordinato. Il razzo Jupiter parte. Sale fino a circa 500 km. I dati arrivano tutti. Battito, respiro, funzioni vitali: ok.
L’unica anomalia è il cuore che accelera. Normale. Anche il tuo batterebbe a mille se stessi cadendo dallo spazio.
Poi il rientro.
Il paracadute nn funziona.
La capsula cade nell’Atlantico.
Gordo è ancora vivo al momento dell’ammaraggio. Questo nn è un dettaglio emotivo: è scritto nei tracciati.
E qui arriva il punto.
La capsula nn viene recuperata.
La posizione si perde.
Le ricerche si interrompono.
Gordo viene dato x “perso”.
Nn è stato “abbandonato” di proposito? Ok, tecnicamente no.
Ma se progetti una missione sapendo che il recupero è fragile, se molli dopo poche ore, se accetti la perdita come costo operativo, allora sì: l’hai sacrificato. E questo ha un nome preciso: fallimento.
Decenni dopo, x nn sporcarci la coscienza, lo chiamiamo “eroe”.
Ma Gordo nn ha scelto.
Nn ha firmato.
Nn ha capito.
Ha solo obbedito, come fanno gli animali quando si fidano dell’uomo.
Dire “era un’altra epoca” è una scusa pigra.
La logica è la stessa di oggi: il fine giustifica il mezzo.
È vero, oggi nn mandiamo più scimmie nello spazio.
Ma continuiamo a sperimentare.
Nei laboratori.
Nelle gabbie.
Nei capannoni senza finestre.
Con topi, cani, primati, conigli.
Ora lo chiamiamo “ricerca controllata”.
“Necessaria”.
“Regolamentata”.
Parole pulite x coprire una verità sporca: se un essere nn può difendersi, verrà usato.
La storia di Gordo nn serve a celebrare il passato.
Serve a mettere in discussione il presente.
Xké finché continuiamo a chiamare queste vittime “eroi”, nn saremo mai costretti a cambiare metodo.
E questo, oggi, è il vero fallimento.
©Mirco@77
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