Madonie sotto choc: un bambino di 11 anni violentato dai compagni di scuola

Pubblicato il 22 dicembre 2025 alle ore 17:33

Leggere certe notizie, specialmente x chi vive nelle Madonie, è un pugno nello stomaco ke ti lascia senza fiato. Le ricerche confermano ke la Procura dei minori di Palermo sta indagando su questo orrore avvenuto proprio in un paese delle nostre zone. Si parla di un bambino di 11 anni abusato da un branco di coetanei fuori da una scuola media.

Un fatto ke sembra lontano anni luce dalla nostra realtà quotidiana, fatta di silenzi e ritmi lenti, eppure è accaduto qui.

Da genitore di due figli — un adolescente di 12 anni e un bimbo di 4 — faccio fatica anche solo a visualizzare una scena simile. Antonio ha la stessa età della vittima; immaginarlo in una situazione del genere, o peggio, immaginare il dolore di un padre ke scopre una verità così atroce, mi provoca un senso di nausea.

Noi cerchiamo di proteggerli, di insegnare loro il rispetto e l'empatia, ma poi ti scontri con una cronaca ke demolisce ogni certezza.

Il bullismo nn è più "ragazzate".

Qui parliamo di una deriva violenta ke la scuola, purtroppo, nn è pronta a gestire.

Nn voglio colpevolizzare gli insegnanti, ke spesso sono lasciati soli con classi sovraffollate e poche risorse, ma è evidente ke l'istituzione scolastica oggi è impotente.

Nn ha gli strumenti psicologici e normativi x intercettare il marcio prima ke esploda. La scuola dovrebbe essere un porto sicuro, invece diventa il teatro (o il punto di partenza) x tragedie ke segnano x sempre.

Come padri, viviamo con una paura doppia e contrastante:

La paura x la vittima: Il terrore ke tuo figlio possa essere scelto come bersaglio, schiacciato da un sistema ke nn sa proteggerlo e ke lo lascia solo davanti al "branco".

La paura x il carnefice: Forse ancora più sottile e inquietante. La paura ke, nonostante l'educazione e i valori trasmessi, le dinamiche di gruppo o un disagio nn visto possano trasformare tuo figlio in uno di quei mostri.

Crescere dei figli oggi, in questo equilibrio delicatissimo tra vittima e carnefice, è diventato un atto di coraggio estremo. Serve più controllo, più ascolto e, soprattutto, una comunicazione autentica, xké il silenzio è il miglior alleato di queste bestialità.

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