Io me lo ricordo.
Avevo 16 anni e la settimana nn passava mai.
Cinque giorni a decidere ke mettermi x essere figo.
Una maglietta sbagliata era un dramma.
Quella giusta? La sera più bella del mondo.
Mi ricordo la felicità stupida.
Mi ricordo il volume alto, il buio, le luci.
Ballare, bere, fumare, limonare con la tipa ke mi piaceva.
Che poi, diciamolo, ai tempi giravano più persone ke su un autobus all’ora di punta.
Mi ricordo ke mi preparavo con cura, pure troppo.
E mi sentivo grande.
Forte.
Invincibile.
Immortale....
E no, nn lo so se senza social e smartphone avrei capito il pericolo.
Se avessi visto le fiamme mangiarsi il soffitto, nn so se il cervello avrebbe fatto click.
Perché a 16 anni sei così.
Ti senti immune.
E deve essere così.
Poi leggo gente ke davanti a 40 ragazzini morti trova il coraggio di giudicare.
“Forse ubriachi”
“Forse strafatti”
“Troppo impegnati a fare video”
“Eh ai miei tempi…”
Ai tuoi tempi cosa?
Ai tuoi tempi eri identico. Solo senza Wi-Fi.
Nn c’entrano i social.
Nn c’entrano i like.
C’entra quella certezza folle ke hai a 16 anni:
il male succede agli altri.
E allora che Dio vi aiuti, moralisti da tastiera.
Perché se vi sentite migliori di quei ragazzi
o avete avuto un’adolescenza demmerda
o avete le sinapsi messe peggio del cervello di un tostapane.
Quaranta nn diventeranno mai adulti.
Voi, invece, lo siete diventati.
E nn vi ha fatto bene.
©Mirco@77
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Finalmente È stato liberatorio leggere questo messaggio chiaro e diretto riguardo a commenti atteggiamenti e azioni che degradano l'intera umanità allo squallore e alla meschinità.