SPARI, CINGHIALI E CASE: QUANDO LA TESTA RESTA A CASA

Pubblicato il 4 marzo 2026 alle ore 17:58

La scena è questa: una strada di campagna, case a pochi metri, gente ke passa, qualcuno ke magari porta il cane o rientra dal lavoro. Poi arrivano i colpi di carabina. Nn uno. Parecchi. Diretti a dei cinghiali ke stanno scappando da una battuta.

Non siamo in un film western.
Siamo nelle Marche. Febbraio.
E qualcuno ha pensato ke fosse una buona idea sparare lo stesso.

Due cacciatori denunciati, fucili sequestrati e porto d’armi ritirato. Fine della storia? No. Questa è solo la superficie.

Perché qui il problema nn è solo la caccia.
Il problema è la testa con cui certe cose vengono fatte.

Partiamo da una cosa chiara: il cinghiale è diventato un problema serio. Lo sanno i contadini, lo sanno gli automobilisti, lo sa chi vive in campagna. Gli animali si moltiplicano, si spostano, arrivano vicino ai paesi. Negarlo sarebbe da idioti.

Ma tra gestire un problema e trasformare una strada in un poligono di tiro… c’è un oceano.

Una carabina da caccia al cinghiale nn è una cerbottana.
Un colpo può viaggiare per chilometri.
Se qualcosa va storto, nn è il cinghiale a pagarla.

È il passante.

E allora la domanda è semplice:
ma davvero qualcuno pensa che sia normale sparare vicino alle case?

Perché qui nn si parla di un errore tecnico.
Qui si parla di testa che si spegne.

Il problema grosso è che in Italia quando succedono queste cose partono due tifoserie ridicole.

Da una parte quelli che urlano:
“aboliamo la caccia”.

Dall’altra quelli che gridano:
“lasciate lavorare i cacciatori”.

E intanto il problema resta lì.
Nel mezzo.

Io la vedo in modo molto più semplice.

Se hai un fucile in mano devi avere più cervello della media, nn meno.
Se nn ce l’hai… il fucile lo devi lasciare nell’armadio. Punto.

La gestione della fauna selvatica è una cosa seria. Non è una scampagnata con l’adrenalina a mille e il dito facile sul grilletto.

Perché il territorio oggi è cambiato.

Una volta avevi boschi e campagne.
Oggi hai:

case
strade
trattori
camminatori
bici
cani

e spesso tutto nello stesso posto.

Continuare a ragionare con la mentalità di trent’anni fa significa preparare la prossima tragedia.

E nn sto esagerando.

Perché quando spari vicino alle abitazioni stai giocando con la roulette russa.

E allora la domanda vera è un’altra:
come si gestisce davvero il problema dei cinghiali senza trasformare i paesi in zone di tiro?

Le soluzioni esistono. Basta volerle applicare.

La prima è banale ma rivoluzionaria: professionalizzare la gestione.

Il controllo della fauna dovrebbe essere fatto sempre di più da operatori formati, selecontrollori veri, persone che fanno quello e sanno dove sparare, quando sparare e soprattutto quando nn sparare.

La seconda soluzione è territoriale.

Bisogna creare zone cuscinetto vicino ai centri abitati dove la caccia è semplicemente vietata.
Nn perché i cacciatori siano cattivi.
Ma perché il rischio nn vale la pena.

La terza cosa, quella che nessuno vuole dire, riguarda l’agricoltura.

I cinghiali aumentano anche perché trovano cibo facile ovunque: campi, rifiuti, colture abbandonate. Il territorio italiano è diventato una tavola imbandita.

Se nn si lavora anche su questo fronte, puoi sparare quanto vuoi… il problema ritorna.

Poi c’è un’altra cosa che dovremmo imparare una volta x tutte: il rispetto del territorio nn è una guerra tra animalisti e cacciatori.

È una questione di buon senso.

Ki ama davvero la natura nn spara a caso.
E Ki difende gli animali dovrebbe capire che la gestione della fauna a volte è necessaria.

Il punto è come la fai.

Con competenza.

Con prudenza.

Con responsabilità.

Perché quando succedono episodi come quello delle Marche il danno nn lo fanno solo quei due cacciatori.

Lo fanno a tutti.

Alla caccia.
Alla credibilità delle istituzioni.
Alla sicurezza di chi vive in campagna.

E soprattutto alimentano la solita guerra ideologica dove nessuno ascolta nessuno.

Io la dico semplice: se hai un’arma devi essere più lucido degli altri, nn più esaltato.

Se vedi una casa, abbassi il fucile.
Se vedi una strada, abbassi il fucile.
Se hai il minimo dubbio… abbassi il fucile.

Perché la natura nn scappa.

Le persone invece sì.
E a volte nn fanno in tempo.

E credetemi, una comunità nn dovrebbe mai trovarsi a scoprire queste cose dopo uno sparo di troppo.

Serve meno adrenalina e più cervello.
Meno tifo e più gestione seria del territorio.

Il resto sono chiacchiere da bar.

E di quelle, francamente, ne abbiamo già abbastanza.

©Mirco@77

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